Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) è presidio del diritto di partecipazione
Roma, 3 ottobre 2026
Il decreto-legge n.170 del 30 settembre 2026, introduce al capo I Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e ulteriori misure urgenti in materia di istruzione e merito.
All’art.1 della norma di recente emanazione, l’accento viene posto sulle misure urgenti per garantire il sostegno didattico degli alunni con disabilità.
Vi è, da un lato, la risposta del MIM alla necessità di programmare al meglio – come scrive il Ministro Valditara in una lettera inviata alle famiglie delle persone con disabilità – gli organici dei docenti di sostegno. A tale necessità rispondono alcune interessanti modifiche del decreto legislativo 66/2017, laddove il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) non più “propone” ma definisce, con adeguata motivazione, il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe. Una novità che salutiamo con grande apprezzamento.
Ciò che invece non solo preoccupa, ma che riteniamo irricevibile, è la svalutazione che, non solo il decreto, ma anche la successiva lettera alle famiglie del Ministro Valditara, opera nei confronti del Piano Educativo Individualizzato (PEI), oltre che un certo sguardo di bonario pietismo indirizzato alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
L’Associazione Italiana Sindrome X Fragile è una associazione totalmente composta da persone e famiglie con Sindrome X Fragile. Persone che certamente sono chiamate ad affrontare numerose sfide quotidiane, per affrontare le quali con competenza e determinazione, con sguardo al futuro, hanno bisogno di molti sostegni.
Tra questi, sicuramente c’è il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e soprattutto c’è la competenza, la volontà, la soddisfazione, il riconoscimento di partecipare ad un Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) – di cui fa parte innanzitutto la persona con disabilità – che ne è il principale appassionato autore.
Il lavoro nel GLO finalizzato alla adozione, alle verifiche, alle modifiche di questo documento in continua evoluzione, non è per le persone e per le famiglie un appesantimento finalizzato ad un “adempimento non necessario”, non è burocrazia; è al contrario occasione di cittadinanza, di agentività, di co-costruzione – in una dimensione sociale ampia – del progetto individuale della persona, richiamato nella sezione 3 del modello del PEI fin dalla prima infanzia.
Non solo è uno strumento dinamico, ma è un presidio del diritto di partecipazione.
Preoccupa molto quindi il riferimento alle nuove e sopravvenute condizioni della persona come unica occasione e motivazione per rivedere un Piano Educativo Individualizzato altrimenti “definitivo” e destinato ad imprigionare più che a sostenere, come una protesi fissa in un corpo che cambia.
Ma non preoccupa solo la rigidità – che finirebbe per determinare davvero la inutilità dello strumento, se non per le finalità di programmazione delle ore di sostegno – quanto l’esclusività del riferimento alle condizioni della persona, che sembra denunciare uno scollamento dalla prospettiva ICF. Tale prospettiva evidenzia invece la rilevanza del contesto, con l’intrecciarsi di facilitatori e barriere al funzionamento della persona. ICF che è invece alla base del Profilo di Funzionamento, della valutazione della UVM per il progetto individuale ai sensi del decreto legislativo 62/2024.
Per tutti questi motivi, l’Associazione Italiana Sindrome X Fragile chiede quindi una attenta rilettura della norma e una revisione della stessa in una modalità che sia di salvaguardia del diritto all’istruzione delle persone con disabilità, di cui il PEI e la partecipazione dinamica al GLO sono irrinunciabili presidi.
Associazione Italiana Sindrome X Fragile APS